Introduzione
Nell’attuale ecosistema mediatico e digitale, l’informazione economico-finanziaria è molto più accessibile rispetto al passato. La diffusione dei contenuti online, la rapidità con cui circolano commenti e analisi, la moltiplicazione dei canali di divulgazione e il supporto offerto dalle nuove tecnologie hanno reso la finanza più presente nello spazio pubblico e, almeno in apparenza, più vicina alla quotidianità dei giovani. Questo, però, non significa che sia diventata automaticamente più facile da capire.
Oggi il problema non è soltanto trovare contenuti, ma riuscire a selezionarli, collocarli in un contesto, valutarne l’affidabilità e metterli davvero in relazione con i propri obiettivi. In questo senso, la consulenza finanziaria continua ad avere un ruolo centrale: non perché custodisca informazioni introvabili, ma perché aiuta a trasformare una quantità crescente di stimoli, dati e messaggi in giudizi più consapevoli e decisioni più coerenti.
- Sovrabbondanza informativa e comprensione fragile
L’aumento dell’accessibilità ai contenuti finanziari non ha eliminato le difficoltà di comprensione. In alcuni casi, anzi, le ha rese meno evidenti, ma non meno rilevanti. Il formato rapido e sintetico di molta comunicazione digitale favorisce la circolazione di messaggi immediati, ma non sempre permette di assimilare davvero nozioni come rischio, rendimento, diversificazione o orizzonte temporale.
Il caso italiano è, da questo punto di vista, significativo. Secondo l’indagine della Banca d’Italia del 2023 sulle conoscenze finanziarie dei giovani, solo il 35 per cento degli intervistati risponde correttamente alle domande su inflazione, tasso di interesse e diversificazione del rischio1. È un dato importante, non tanto perché indichi un semplice disinteresse verso i temi economico-finanziari, quanto perché mostra la distanza tra l’esposizione ai contenuti e la reale padronanza degli strumenti di base. La stessa indagine evidenzia inoltre che, tra i giovani di età compresa fra i 18 e i 23 anni, scuola e università sono percepite come i luoghi privilegiati per migliorare le proprie competenze finanziarie2. Anche questo elemento suggerisce che la comprensione non nasce in modo automatico dalla sola fruizione di contenuti, ma richiede mediazione, chiarimento e accompagnamento.
- Social media e finfluencer: la comunicazione incide sulla decisione
Questa dinamica emerge ancora più chiaramente se si osserva il ruolo assunto dai social media nella diffusione di contenuti economico-finanziari. In un contributo pubblicato nel 2026 sul portale “L’economia per tutti”, la Banca d’Italia ricorda che in Europa quattro giovani su dieci dichiarano di informarsi prevalentemente attraverso i social3. Nello stesso testo vengono richiamati dati Consob secondo cui il 58 per cento dei giovani tra i 18 e i 34 anni afferma di tenere in considerazione suggerimenti provenienti da social media e influencer per orientare le proprie decisioni di investimento4.
Questi dati non vanno letti in modo semplicemente allarmistico. I social possono effettivamente ampliare l’accesso ai temi finanziari e ridurre la distanza percepita rispetto a materie spesso considerate troppo tecniche. Il problema nasce quando l’accessibilità viene confusa con la sufficienza. Un contenuto divulgativo può essere chiaro, coinvolgente e perfino utile, ma non sempre basta a sostenere un processo decisionale fondato su valutazioni personalizzate, su una comprensione adeguata del rischio e su una lettura coerente della situazione individuale.
Non è casuale, quindi, che le autorità di vigilanza abbiano dedicato crescente attenzione al fenomeno dei finfluencer. La Banca d’Italia richiama infatti le indicazioni diffuse da ESMA e Consob: trasparenza sulle competenze, chiarezza su eventuali rapporti commerciali, equilibrio tra opportunità e rischi, assenza di raccomandazioni personalizzate in mancanza di autorizzazione3. La questione comunicativa, dunque, non è un aspetto marginale della finanza contemporanea. Riguarda direttamente la qualità delle decisioni e la tutela dell’investitore.
- La consulenza come mediazione tra complessità e scelta
In questo scenario, il valore della consulenza finanziaria non consiste semplicemente nell’aggiungere altre informazioni a quelle già disponibili nello spazio digitale. Se fosse solo questo, la sua funzione risulterebbe facilmente sostituibile. La consulenza assume invece rilievo proprio perché interviene nel momento più delicato: quello in cui il dato deve essere interpretato, rapportato a una situazione concreta e trasformato in scelta.
Il consulente non si limita a descrivere un prodotto o a presentare un’opportunità di investimento. Il suo compito consiste nel chiarire, contestualizzare, selezionare ciò che è davvero rilevante e verificare la coerenza tra una possibile decisione, gli obiettivi dell’investitore, il suo orizzonte temporale e la sua tolleranza al rischio. Da questo punto di vista, la consulenza rappresenta una forma di mediazione tra la complessità dei mercati e la necessità, per il cliente, di compiere scelte comprensibili e adeguate.
Le stesse riflessioni emerse nell’ambito di FIA 2026 confermano questa evoluzione. Assoreti ha infatti indicato tra i nuovi temi del progetto l’impatto della comunicazione sulla consulenza, sottolineando che il valore dell’attività consulenziale non si esprime soltanto nella qualità tecnica delle soluzioni proposte, ma anche nella capacità di costruire relazioni di fiducia, interpretare i bisogni della clientela e comunicare in modo chiaro ed efficace5. In questa prospettiva, la consulenza appare sempre più come uno spazio in cui competenza tecnica e qualità comunicativa non possono essere separate.
- Tecnologia e consulenza: una relazione di integrazione
Anche lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale contribuisce a rendere questo quadro più articolato. Strumenti sempre più avanzati consentono di raccogliere dati, sintetizzare informazioni e supportare il confronto tra diverse opzioni in tempi molto rapidi. Tuttavia, la rapidità dell’elaborazione non coincide necessariamente con l’adeguatezza della decisione.
Come mostrano anche le riflessioni sul robo-advisoring pubblicate su FIA, la tecnologia può rappresentare un alleato prezioso nell’organizzazione dei servizi e nella personalizzazione dell’esperienza del cliente, ma non elimina la necessità di un’interazione capace di interpretare bisogni, chiarire dubbi e costruire fiducia6. Più che sostituire la consulenza, la tecnologia tende quindi a ridefinirne il perimetro, rendendo ancora più evidente il valore delle componenti interpretative, relazionali e comunicative del lavoro consulenziale.
Conclusione
Il problema dei giovani, oggi, non è l’assenza di informazioni economico-finanziarie. È piuttosto la difficoltà di trasformare una massa crescente di contenuti in criteri di giudizio, comprensione effettiva e decisioni coerenti. In questo quadro, la consulenza finanziaria continua a svolgere una funzione decisiva: non come semplice veicolo di nozioni, ma come attività capace di dare ordine, contesto e significato all’informazione.
Nell’epoca della sovrabbondanza informativa, dei social media e delle tecnologie intelligenti, il valore della consulenza emerge soprattutto nella sua capacità di coniugare trasparenza, personalizzazione e fiducia. È proprio in questa funzione di mediazione, chiarimento e accompagnamento che la consulenza finanziaria mostra oggi la propria attualità, contribuendo non solo alla qualità delle singole decisioni, ma anche a una più ampia educazione finanziaria degli investitori.
Riferimenti:
- Banca d’Italia, “Indagini sull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale in Italia: giovani – 2023”, gennaio 2024. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagini-alfabetizzazione/2023-indag-alfabetizzazione-giovani/index.html?dotcache=refresh
- Banca d’Italia, “Indagini sull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale in Italia: giovani – 2023”, gennaio 2024. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagini-alfabetizzazione/2023-indag-alfabetizzazione-giovani/index.html?dotcache=refresh
- Banca d’Italia, “Finfluencer, il nuovo volto dell’informazione economica per i giovani”, L’economia per tutti, 13 marzo 2026. https://economiapertutti.bancaditalia.it/notizie-e-rubriche/notizie/finfluencer-informazione-economica-per-i-giovani/
- Consob, “Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane”, richiamato da Banca d’Italia, “Finfluencer, il nuovo volto dell’informazione economica per i giovani”, 13 marzo 2026. https://economiapertutti.bancaditalia.it/notizie-e-rubriche/notizie/finfluencer-informazione-economica-per-i-giovani/
- Assoreti, “In partenza la seconda edizione di FIA – Financial Insight Assoreti. Il primo think tank in Italia di giovani studenti sul mondo della consulenza finanziaria”, 27 marzo 2026. https://assoreti.it/news/news-in-partenza-la-seconda-edizione-di-fia-financial-insight-assoreti-il-primo-think-tank-in-italia-di-giovani-studenti-sul-mondo-della-consulenza-finanziaria/
- Financial Insight Assoreti, “Robo-Advisoring: le modalità di integrazione con l’attività del wealth manager”. https://fia.assoreti.it/robo-advisoring-le-modalita-di-integrazione-con-lattivita-del-wealth-manager/